AUTOTRASPORTO: RAPPORTI E RESPONSABILITA’ DI COMMITTENTI E VETTORI

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La legge di stabilità (190 del 23/12/2014) all’Art. 1 Commi 247 e 248, entrata in vigore il 01/01/2015, ha introdotto novità rilevati nei rapporti tra committenti e vettori modificando ed integrando il D.L. vo 286/2005. Cerchiamo di evidenziarli in maniera schematica:

Nuove definizioni di vettore, committente e sub-vettore

– È considerata vettore anche l’impresa di autotrasporto iscritta all’Albo CT che esercita l’attività associata a una cooperativa, aderente a un consorzio o parte di una rete di imprese, nel caso in cui esegua trasporti ad essa affidati dal raggruppamento cui aderisce.

– È considerata committente anche l’impresa di autotrasporto iscritta all’Albo CT che stipula contratti scritti e svolge servizi di deposito, movimentazione e lavorazione della merce, connessi i preliminari al l’affidamento del trasporto.

– È considerata sub-vettore, l’impresa di autotrasporto iscritta all’Albo CT, ovvero l’impresa, non stabilita in Italia, abilitata ad eseguire il trasporto internazionale o di cabotaggio nel territorio italiano, che rispettando il reg. CE 1072/2009, svolge un servizio di trasporto su incarico di altro vettore

Nuova disciplina della subvezione

– Il vettore incaricato di eseguire un trasporto può avvalersi di sub-vettori quando il committente esprima il suo consenso o in fase contrattuale o in corso di esecuzione dello stesso (contratto). In questo caso il vettore assume gli obblighi del committente nei confronti del sub-vettore e cioè obbligo di verifica della regolarità retributiva, previdenziale e assicurativa nonché fiscale (vedi più avanti).

– Il sub-vettore non può incaricare a sua volta altri vettori per lo svolgimento del trasporto. In caso di violazione di tale divieto il contratto è nullo, fatto salvo il pagamento del compenso pattuito per le prestazioni già eseguite, il sub-vettore successivo al primo ha diritto di percepire il compenso già previsto per il primo sub-vettore. Oltre a ciò, se il II° sub-vettore incaricato non fosse in regola con gli obblighi di cui al punto precedente, si assumerà gli obblighi del “committente” rispondendone direttamente (Art. 83 bis c. 4 ter D.L. 112/2008 convertito in legge 133/2008)

– All’impresa di autotrasporto che effettua trasporti di collettame mediante raggruppamento di più partite ciascuna di peso non superiore a 50 q.li, con servizi che implichino la rottura del carico (intesa come scarico delle merci dal veicolo, la loro suddivisione e il successivo carico su altri automezzi) è concessa la facoltà di di avvalersi, per l’esecuzione del trasporto, di uno o più sub-vettori dopo ogni rottura di carico.

La normativa riguardante la scheda di trasporto è stata abrogata.

Quindi la “scheda di trasporto” non esiste più, si consiglia, comunque, di continuare a fornire al vettore delle istruzioni scritte che attestino:  la verifica effettuata sulla regolarità della iscrizione all’Albo CT o dell’iscrizione al R.E.N. del vettore stesso, che il carico è stato effettuato in modo da rispettare le indicazioni della carta di circolazione del veicolo (dimensioni e pesi) e le disposizioni sul carico del C.d.S.; l’obbligo, da parte del vettore, di rispettare le norme sui tempi di guida e di riposo e sui limiti di velocità. Dichiarazione sottoscritta dal committente in pari data al DDT. Quanto esposto se non esista un contratto scritto stipulato ai sensi del D.leg.vo 286/2005.

Prezzi e condizioni di trasporto

– Sono adesso rimessi alla contrattazione tra le parti senza più vincoli di “costi minimi”, tenuto conto però dei “principi di adeguatezza in materia di sicurezza stradale e sociale” (questo sottolinea la norma). E’ evidente che la contrattazione tra le parti dovrà tener conto di quanto sottolineato dalla norma nella formazione del prezzo che dovrà essere tale da consentire al vettore di operare rispettando “sicurezza stradale e sociale”.

Obblighi di verifica del committente

– Al fine di garantire che i trasporti siano affidati a vettori in regola con gli obblighi retributivi, previdenziali e assicurativi, il committente è tenuto a verificare, prima della stipula del contratto (sia esso scritto che verbale), tale regolarità acquisendo il certificato, non più vecchio di tre mesi, degli enti previdenziali e assicurativi (durc) che attesti tale condizione.

– Il committente che non esegua tale verifica è obbligato in solido con il vettore, nonché con gli eventuali sub-vettori, entro un anno dalla cessazione del contratto di trasporto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, previdenziali e assicurativi dovuti limitatamente alle prestazioni ricevute per la durata del contratto di trasporto. Sono escluse le sanzioni amministrative che rimangono ad esclusivo carico del vettore. Il committente ha facoltà di rivalersi nei confronti del vettore secondo le norme di generali

– Il committente che non esegua la verifica di cui trattasi, in caso di contratto stipulato in forma verbale, si assume anche gli oneri relativi all’inadempimento degli obblighi fiscali e alle violazioni del codice della strada (salvo che esistano, per le violazioni del C.d.S., le istruzioni scritte di cui sopra).

Obblighi del vettore

– Il vettore è tenuto a fornire al committente un’attestazione rilasciata dagli enti previdenziali e assicurativi (durc) che attesti la regolarità dell’azienda. Il certificato non dovrà avere data anteriore ai 3 mesi.

Costo del carburante

Nel caso il contratto di trasporto abbia durata superiore ai 30 giorni, per il tempo eccedente i 30 giorni stessi, la parte del corrispettivo corrispondente al prezzo del carburante (nei primi 30 giorni) sarà adeguata sulla base delle variazioni intervenute sul prezzo del gasolio se tali variazioni saranno superiori al 2% del valore preso a riferimento nel momento della stipula del contratto stesso. Tale adeguamento viene effettuato anche in relazione alle variazioni delle tariffe autostradali italiane.

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