In arrivo il Documento Unico

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Cambiamento epocale per gli Studi di consulenza: il passaggio dal cartaceo al lavoro tutto in digitale. Il primo di luglio 2019, parte la fase sperimentale del Documento unico di circolazione che diventerà poi routine dal primo di gennaio del 2020.

Il Documento unico di circolazione è il punto di arrivo di lunghe battaglie di categoria professionale per gli Studi di consulenza. A partire dalla Direttiva europea del 29 aprile del 1999 sui documenti di immatricolazione dei veicoli, che aveva, tra gli altri, l’obiettivo di rendere più semplice la libera circolazione dei veicoli da uno stato dell’Unione a un altro. Dunque semplificazione e maggiori opportunità per automobilisti, motociclisti e conducenti di autocarri. Un nuovo modo di organizzare e condurre il lavoro negli Studi di consulenza. 

Nuova infrastruttura digitale

Il Documento unico, infatti, presuppone una infrastruttura in primis digitale. Il che comporta investimenti e competenze. Un affinamento del lavoro degli Studi e, insieme, una prova cruciale in un momento storico in cui la informatizzazione del Paese, inizia a entrare nella prassi quotidiana della Pubblica amministrazione così come dell’industria o della logistica. In mezzo, dunque, gli Studi di consulenza che si sono attrezzati per la svolta digitale da tempo, ne hanno assimilato i vantaggi e ne hanno apprezzato il cambiamento di mentalità che questa ha comportato. «Favorisca patente e Documento unico, grazie», si diceva, sarà la frase di rito dei controlli dal prossimo anno. I dati della  proprietà entrano nella richiesta e nel flusso di informazioni, che risulteranno nel documento unico e che accompagnerà sempre l’automobilista.

«Già da anni siamo all’avanguardia da questo punto di vista – spiega Yvonne Guarnerio, Segretario nazionale Studi di consulenza automobilistica UNASCA -, 25 anni fa già usavamo l’informatizzazione, siamo stati i primi. E oggi siamo arrivati al digitale. Sarà un procedimento che stravolgerà la quotidianità, anche per le amministrazioni pubbliche. Carta di circolazione e Certificato di proprietà in un solo documento. È un cambiamento epocale e un risultato raggiunto dopo quasi 20 anni, un parto molto lungo. Ma l’importante è essere arrivati».

Cosa cambierà per gli automobilisti?

«Già oggi gli Studi – conclude Guarnerio – sono in grado di dare i due documenti, le vite quotidiane dei cittadini comuni non cambieranno di molto. L’unica variante per il cittadino è che ne richiederà uno solo. Di costi ancora non siamo in grado di parlare, il decreto tariffe non è ancora stato discusso, lo si farà l’anno prossimo. Quel che è certo è che siamo arrivati al livello degli altri Paesi europei. Credo che la digitalizzazione porterà benefici anche per la pubblica amministrazione. La presenza giornaliera degli operatori professionali negli uffici provinciali diminuirà: il personale della Motorizzazione potrà investire le forze, che sono scarse, a occuparsi di procedure e settori dove c’è ancora bisogno della figura del dipendente pubblico. È una partita che stiamo giocando, sia noi come soggetti privati sia la Pubblica Amministrazione, il cittadino potrà beneficiare di non trovarsi più la prenotazione di revisione a distanza di mesi, ma di poterla effettuare nei tempi previsti, così come gli esami per le patenti».

Fonte: IlTergicristallo.it

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